Il circo, da molto tempo relegato al ruolo di semplice divertissement, oggi, all’alba del nuovo millennio, in un’era di generale e globalizzata mediatizzazione, sembra essere la forma di spettacolo più viva e dinamica. Il grande merito di questa realtà va – come è successo in anni non lontani per la nouvelle danse – al fenomeno del nouveau cirque sviluppatosi in area francese, area caratterizzata, insieme, da creatività e da spirito di impresa, da cui non prescinde mai il senso più generale e antico dello “Stato”. Da molti secoli, ogni nuova proposta che prometta sviluppo e redditività in campo internazionale, trova la grande disponibilità e l’appoggio degli organi governativi, come insegna la parabola dei comici italiani divenuti nel XVII ufficiali e “riveriti” proprio grazie all’apprezzamento e alla protezione della corte francese. Con fiuto e tempestività sconosciuti agli interventi dei governanti italiani, questo genere, che andava crescendo con fantasia ma con fatica, ha trovato progressivamente interesse, curiosità, appoggio e promozione dentro le strutture pubbliche; la stampa e i teorici se ne sono occupati e per tutto il continente è dunque nato il nouveau cirque. Fenomeno figlio dei rivolgimenti sociali delle primavere sessantottine, frutto di un melange tra il teatro, la danza e le arti dei vecchi saltimbanchi delle fiere medioevali, il nouveau cirque ha innescato, negli ultimi venti – trenta anni, il proficuo processo di rinnovamento che ha rinnovato dalle fondamenta il circo tradizionale, ormai sull’orlo di una sclerosi involutiva.
Post da Aprile 2008
Introduzione
Aprile 29, 2008 · Lascia un Commento
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