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Post da Febbraio 2008

Spuma sulle spighe

Febbraio 16, 2008 · Lascia un Commento

Spuma sulle spighe

riadattamento de “La casa di Bernarda Alba” di Garcia Lorca

Lunedì 25 Febbraio e in replica Giovedì 28 Febbraio h.21.30

Teatro “Il Cantiere” via Gustavo Modena (Trastevere) Roma

riadattamento e regia:Emanuela Petroni

interpreti:

Stefania Visconti;Marcella Di Marzo;Virginia Matassino;Chiara Vetrone; Gaia Chon;Adalgisa Benedetto;Valentina Mancini;Valentina Chinnici;Francesca Gennuso; Pamela Passalacqua; Daniele Campati.

…Saremo come le onde del mare, un’onda, un’altra e un’altra. Ci perderemo tra le onde e saremo spuma!

Spuma, onirica unione di mille anime che viaggiando lungo un unico binario giungono alla “sponda” legate indissolubilmente l’una all’altra…Bernarda e le sue figlie…immagini di un’unica realtà sfaccettata viaggiano verso una “conclusione” che altro non è che uno “svelamento” del loro essere, “intimamente” elementi speculari.

Pièce dal denso colore “femminile” dilata l’energia sprigionata da tale colore sino al limite in cui può incontrarsi con il grado zero della “potente” qualità energetica detta “maschile”. Questa “potenza” si traduce nell’intensità di ogni sentimento, che in un gioco di “parti” diventa la “bandiera” di ogni personaggio.Bernarda è come un “contenitore” svuotato delle sue contrastanti pulsioni, che, cristallizzate in un’essenza, qualificano ognuna delle sue figlie.

Angustias porta con sé la disperazione, la rassegnazione, il rimpianto, Martirio l’indifferenza, la freddezza, Maddalena, la passione intrisa di tristezza, quella stessa passione a cui Adele, proibito sogno di un’impossibile linearità, non vuole sottrarsi.

Lei è tutte e nessuna allo stesso tempo.

Quattro donne, quattro fasi diverse della vita di Bernarda, ma ogni fase non è in sé conclusa, ognuna si sviluppa ed intreccia tra l’apice e le ceneri dell’altra senza mai restare “unica”.

Svolgimento sincronico e non diacronico: tutto ciò che dovrebbe essere passato invece è latente e convive con altri mille sentimenti contrastanti che “ingestiti” vengono “occultati” in un’austera rigidità. Non a caso assumono un ruolo importante elementi come il “dondolarsi” e lo “sventolarsi”, simboli per eccellenza di un ciclico movimento che si ripiega continuamente su se stesso.

In questo gioco di specchi deformati l’ancora della “realtà” è lo scettro del personaggio di Ponzia. Unica figura realmente calata nell’hic et nunc, l’unica che si accorge della “fisicità” delle cose e degli eventi…

È l’alter ego “reale” di Bernarda, colei che le ricorda di vivere in uno spazio e in un tempo. Lei è l’ancora con cui queste misere esistenze si legano alla terra, il suo odio è la conseguenza della crudeltà di un ruolo che, sottoforma di “servitù”, è  semplicemente lo specchio che rimanda a tutte l’immagine della loro contingenza. A lei si oppone appunto la figura dell’alter ego, mistico doppio della figura di Bernarda, unico contatto con la consapevolezza di essere un “essere” molteplicemente intriso di mille pulsioni contrastanti…

Chiave di volta di questo magma intessuto di tentacolari grovigli è il personaggio della vecchia. Voce della verità, voce della conoscenza, rende esplicita ogni repressione. Tutto da lei parte e tutto in lei si conclude, dichiaratamente folle, ma di un “folle equilibrio” si fa portatrice del simbolo più intenso del loro cammino “la spuma”!      

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